“Vorrei essere una montagna di silenzio davanti a Te”, aveva scritto una volta Virgilio. “ Una montagna di silenzio e una montagna silenziosa. La montagna è pace, perfino nel dolore.
La montagna che ospita il più importante santuario mariano di Minas Gerais si trova nel municipio di Caeté, a 37 chilometri da Belo Horizonte. Alla Serra della Pietà ci sono due chiese . La piccola e storica chiesetta in stile barocco portoghese e la nuova grande basilica in stile moderno di grande capienza realizzata da Fra Rosario . Il santuario riceve pellegrini di tutta la regione, soprattutto della periferia di Belo Horizonte e dei municipi limitrofi, Le sue origini risalgono circa al 1760, quando il portoghese Antônio da Silva Bracarena decise di facilitare l’accesso alla regione in cui era avvenuta, secondo le testimonianze dei già numerosi pellegrini, una apparizione della Madonna della Pietà. Fra Rosário Joffily, domenicano e rettore del santuario dal 1959, chiese all’arcivescovo di Belo Horizonte nel 1989 che Virgilio( rettore del seminario di BH) dividesse il suo tempo fra il seminario e la Serra. A poco a poco, fra Rosario introdusse Virgilio nello “spirito” della Serra e lo presentò come suo successore. Il primo passo fu fatto il 1º gennaio 1992, quando costituita la Parrocchia della Madonna della Pietà, in cima alla Serra, Virgilio ne divenne il primo parroco, dopo più di un anno di convivenza col domenicano. “Con fra Rosario vogliamo continuare quest’opera immensa”, scriveva Virgilio nel Registro della Serra, “sebbene le nostre persone siano cosí sproporzionate, paragonate alla sua persona, agli orizzonti, alla cultura e alla sua ‘dimensione’”. Virgilio parlava di “nostre persone”, perché fin dall’inizio condivise questa responsabilità con alcuni amici della Fraternità dei Sacerdoti,don Marcos Antônio Gomes ed il diacono José Marcilon da Silva che sarebbe stato ordinato nel maggio di quello stesso anno. Col tempo altri sacerdoti e seminaristi si sarebbero aggiunti alla “Comunità Sacerdotale Missionaria” della Serra: Cássio, Nivaldo, Fernando Estêvão, Douglas Arão, Tom, José Emídio, Gilberto (Giba, che morì nel 1998 per un attacco di cuore). “Fra Rosario ha fatto della Serra un punto di riferimento per gli amici che vengono dal mondo intellettuale, politico, culturale, artistico, professionale, che possono così avere un luogo dove essere aiutati a realizzare quella unità tra fede e cultura, tanto necessaria per la diffusione del Regno di Dio”, scriveva Virgilio nel Registro. Virgilio e la comunità sacerdotale continuarono ed incrementarono l’opera di fra Rosario . Alla fine del 2001, dopo aver installato panche per più di 400 persone nella nuova chiesa: “È importante che i pellegrini, soprattutto quelli che salgono a piedi, possano trovare un luogo adatto al riposo”. La stessa preoccupazione emerge nel lavoro pastorale e nella riscoperta delle tradizioni culturali e religiose delle comunità legate al santuario. Don Marcilon, che assisteva a questa testimonianza quotidiana, nel tempo comprese la scelta di fra Rosario: “Lui capì che Virgilio così come aveva una parola per l’intellettuale, ne aveva una per il pellegrino più semplice; aveva questa capacità di riunire tutti in un’amicizia, dono speciale di Dio”. “Negli anni in cui è stato lì”, osserva don Giancarlo, “è cresciuto il numero dei pellegrini. Virgilio ha dato una linea precisa rivitalizzando un’antica tradizione di pellegrinaggi al santuario. La Serra per don Virgilio è stata anche un’opportunità per ampliare e facilitare l’incontro con personalità del mondo politica delle più svariate tendenze. La questione, per lui, non partiva mai dall’ideologia. Incontrava tutti, partendo dall’esigenza umana di un significato vero per la propria vita .Era questo che affascinava molti uomini politici che incontrava perché trovavano in lui non tanto un rappresentante istituzionale della Chiesa, ma un uomo capace di accoglierli per quello che erano, mostrando loro i comuni bisogni umani . Tale fu l’amicizia con Marco Maciel, che all’epoca era vicepresidente della Repubblica.Quando fra Rosario conobbe il Movimento di CL , se ne innamorò, ‘perché Giussani aveva capito il punto decisivo: la centralità del Mistero di Cristo’, come amava ripetere”. “Il 5 agosto 2000,fra Rosario Joffily inciampò in un gradino mentre dalla cucina si stava recando nella sua stanza. La sera del 25 agosto 2000, giorno di San Luigi dei Francesi e di San Giuseppe Calasanzio”. fra Rosario morì. “Secondo la sua volontà la bara fu portata nel cimitero della Penha, comunità ai piedi della Serra, ‘cimitero dei poveri’, e luogo dove apparve la Madonna Vigilio diviene il successore di fra Rosario ed annota“Voglio dedicare il resto della mia vita alla Madonna della Pietà e alla sua montagna”. Perché questo desiderio potesse diventare realtà,doveva lasciare la diocesi di Cesena e legarsi a quella di Belo Horizonte: l’incardinazione avviene il 15 gennaio 2001, quando il vescovo di Cesena, don Lino Garavaglia, firma il decreto di escardinazione di Virgilio. Il Registro aggiunge, oltre al racconto del fatto: “Prego perché questa definitiva consegna sia per il bene della Chiesa e per la gloria umana di Cristo”.Oggi Virgilio dimora nel cimitero dei poveri vicino a Fra Rosario . Ha lasciato la Serra per ora nelle mani dei sui confratelli , prima padre Douglas e poi padre Marcos.
In particolare ora l’associazione si è fatta promotrice di diverse iniziative per aiutare la ultimazione della grande basilica.Si è fatta la pavimentazione interna e si stà predisponendo il progetto per la copertura del grande tetto ( 2000 mq. ) in rame . La cifra necessaria è importante e si stanno ricercando in Brasile ed in Italia aziende e benefattori che possano sostenere questo grande sforzo.
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